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FELA IL MIO SECONDO VIAGGIO

io e fela ci siamo riconosciuti 15 giugno 2017 è ripartito il mio secondo viaggio, dopo la drammatica esperienza Siciliana riparto dalla Calabria al confine con la Basilicata, Insieme a Fela!
Ebbene Perché l’ho scelto? Anche se ringrazio tutti per i consigli ricevuti:

“Pensaci bene!”
“E’ uno stallone!”
“E’ magro!”
“No è troppo piccolo!”

Io e Fefè ci siamo “Riconosciuti”, lui è un grande! Quindi mi ha ispirato subito e vi garantisco che ne avevo bisogno!

Tappa di Tortora ospite di Biagio Accardi, una tappa relax

Per quanto qui abbia dovuto lavorare assai insieme a lui “all’eco campo del ricetto degli enotri”, dove ho avuto modo di riflettere sul viaggio lento, conoscere da vicino il progetto del ricetto degli enotri e ovviamente ho incontrato Fela. Qui mi sono preso il tempo di riorganizzare i pensieri, cucire due bisacce alla veloce, ho raccolto tutto ciò che mi sarebbe servito veramente tra vestiti, cibo altre cose, ho messo tutto assieme e sono partito verso Lauria.

All’inizio credo che Fefè non avesse tanta voglia di camminare, non era abituato, tutto era nuovo per lui cosicché a neanche un’ora dalla partenza in salita sotto il Sole si è inchiodato e si è messo a ragliare fortissimo come per dirmi
“Ué ma che me stai a fa’?”.

Ora è entrato più di me nell’ottica del viaggio, io sono più “banconaro” e quando sono travolto dall’ospitalità, dal buon cibo, dal buon vino e dalle straordinarie tavolate del sud, mi muovo a fatica. Per darvi un’ idea dell’ospitalità ricevuta vi dico che solo per attraversare la Campania ci ho impiegato due mesi e mezzo uno solo nella provincia di Salerno.
Ragazzi! dalla mia che è davvero molto grande, a noi è sembrata infinita! Comunque ci ho messo un mese a percorrerla, aiutato da Fela che ogni tanto scalpita per rimettersi in cammino!

Io e Fela partiti il primo giorno, consacrati dalla pioggia!

E’ stato l’unico giorno di pioggia del viaggio da quando sono partito dalla Sicilia.
Devo dire per fortuna! Perché è abbastanza faticoso camminare sotto la pioggia …
Purtroppo però, un temporale durato niente, inutile a ridurre la siccità, ma abbastanza potente per rovinare le coltivazioni.

Quando ci sarebbe bisogno di una pioggia che aiuti a rinfrescare un poco, perché qui fa caldo da quando nasce a quando tramonta il sole.

la chiesa che abbiamo incontrato per ripararci dalla pioggia la prima note io e fela, Non fare l'asino La pioggia ci consacra come compagni e subito il “Signore” ci viene in soccorso!
Davanti a noi appare un porticato e una chiesa. Con una piccola corsetta troviamo riparo dal temporale e poi nel prato a fianco alla chiesetta ci accampiamo per la prima notte.

Fela forse perché non capisce dov’è di notte raglia, ormai ci ho fatto l’abitudine alle 3.00 e alle 6.00 come un orologio, ma il primo raglio mi ha fatto quasi morire di crepa cuore! Ora ho scoperto che mi fa anche da antifurto e dormo più tranquillo le notti che mi capita di non trovare ospitalità e mi accampo per strada…

Dopo la prima nottata con il temporale ci avviamo distrutti verso la Basilicata che mi aspettavo davvero diversa …

La mia Prima Tappa Lauria

Io avevo visitato la parte di Matera e la ricordo con molta meno vegetazione, invece si staglia davanti a noi un immensa distesa di verde tutta all’ombra …
Quindi inizio a sognare il cappuccino!
Si perché noi iniziamo a viaggiare sempre intorno alle 5 del mattino ed io spero di arrivare nei paesi ad un ora accettabile per fare colazione rare volte è anche successo ed anche che me la offrissero!
Spesso invece arrivo per l’ora di pranzo almeno per me e quindi il cappuccino va a farsi benedire! Ma questo sogno, questo agognato cappuccino mi fa aumentare il passo e ogni giorno mi illudo di farcela. Secondo me anche Fela si immagina il pascolo che lo aspetta! Ma nel suo caso è inutile affrettarsi perché non è l’arrivo in orario che gli farà trovare il pascolo, in una terra sempre più arida per via della siccità. Quindi si rassegna all’idea di doversi accontentare di una balla di fieno e rallenta il passo con la testa bassa.
Io non ho scelta devo adeguare il mio piede al suo zoccolo e anch’io rinuncio a cornetto e cappuccino…

Lauria è un paese ma non è piccolo è un punto di riferimento perché la centralizzazione che colpisce tutte le zone in spopolamento (e non) l’ha prescelta come centro. Qui come in altre zone avviene che le scuole, i supermercati, gli ospedali e i servizi in genere vengano spostati in un unico centro. Per via dello spopolamento ogni tipo di attività commerciale si sposta in questo centro e i servizi non vengono più garantiti agli abitanti dei piccoli paesi. In questo caso gli anziani coriacei non mollano, ma i giovani si arrendono a quest’assenza di prospettive e se ne vanno. Questi paesi, e più in generale l’entroterra (perché il fenomeno si ripete poi da dentro verso la costa) porta all’abbandono e l’estinzione di questi paesi e con loro delle tradizioni, delle culture, le feste, i detti, i dialetti, insomma le differenze che ci rendono bellissimi, portando ad un appiattimento deleterio.

In Basilicata si sente un popolo differente da quello siciliano, si sente la discendenza dagli enotri, da qui in poi ogni scusa sarà buona per invitarmi a fare festa e banchettare! Ovviamente la fetta di Lucania che ho attraversato è minima per avere un giudizio completo su questo popolo, se tale verdetto sia possibile darlo, tuttavia ho colto in due giorni un grande senso di appartenenza, una grande fierezza e una grande storia alle spalle. Sembra di sentire tutti i passi che hanno battuto questa terra, e soprattutto un grandissimo senso di ospitalità che non poteva trovare più degna continuazione che in Campania.
in partenza per san costantino la senconda tappa di non fare l'asino
Continuate a seguirmi per rimanere aggiornati sulle mie storie di viaggio!

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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