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Dualità e visione: voce al Terzo Occhio.

toys-1903273_1920Come molti di voi già sanno, ogni articolo finora è stato ispirato al percorso de “Il Risveglio della Voce”, workshop esperienziale che conduco da 10 anni, specialmente in relazione allo strumento voce in tutte le dimensioni dell’essere. Attraverso i punti energetici fondamentali del nostro corpo, che gli orientali chiamano Chakra, tentiamo di restituirci fluidità e consapevolezza. La prima voce a cui poniamo attenzione è quella interiore, che molto spesso rimane latente e non udibile all’esterno. Tutti noi abbiamo una voce pensiero in testa, incoraggiante, pregiudicante, criticante, idealizzante, deludente. Qualche volta ci sentiamo saggi e altre volte mediocri. Non importa quanto siamo allenati, quanta attenzione prestiamo, spesso questa vocina in testa può decidere il nostro campo d’azione nutrendo credenze limitanti, oppure nutrendo sogni ed intuizioni.

Il tentativo di fermare il pensiero respirando, emettendo suoni come cantare o altro ancora, ha come scopo porre attenzione sul momento presente, di cui i più grandi illuminati parlano. Un qui e ora difficile da afferrare, ma allo stesso semplice da contemplare quando molliamo il controllo e ci abbandoniamo.
Normalmente per aprire il workshop, usiamo la voce e danziamo liberamente con musiche selezionate a “suon di chakra”. Partendo dal primo fino al settimo, con lo scopo di scaricare tensioni, ripulire i nostri canali, sentire la differenze fra il corpo che radica e quello che tende verso l’alto, passando dal cuore e poi farci una bella sudata così che poi il nostro essere possa sentirsi un po’ più leggero.

Oggi la mia riflessione è ispirata al 6°chakra, chiamato anche Terzo occhio.

“L’incontro tra le dualità è il tema portante del sesto chakra. Qui infatti si riuniscono gli opposti: maschile e femminile, sole e luna, emisfero destro e sinistro del cervello, intelletto e intuizione. Il sesto chakra dissolve queste dualità e ci consente di superare la visione dualistica del mondo che distingue in “buono” e “cattivo”, in “io” e “te”. Superando questa visione degli opposti e pacificando il pensiero, si giunge ad aprire gli occhi sulla verità nascosta dietro l’apparenza.” (tratto dall’articolo “Ajna, il sesto chakra del Terzo Occhio”, www.informazioneconsapevole.com).

Quando si entra nel tema della dualità, la voce ha molto da insegnarci. Spesso per esprimersi vanno coordinati movimenti e posture che sono davvero agli antipodi. Per fare una nota alta bisogna pensare in basso e viceversa, ci vuole la giusta tensione ma se non ci rilassiamo diventa rigidità, è necessario radicarsi e volare allo stesso tempo. Quando riusciamo ad emettere un suono che ci fa sentire davvero tutt’uno col nostro corpo, ci accorgiamo che le differenze diventano punti di forza. Fotografando il suono, vediamo che la sua forma è sferica, tanti cerchi che si ripetono in sequenza.. Ogni punto è equidistante dal centro. Ogni punto diventa importante.

E se non sono cantante?

Tante volte ho parlato della necessità di maggiore coerenza tra quello che è il nostro mondo interiore e quello che manifestiamo. Diciamo di si quando vorremo dire di no e viceversa, facciamo fatica a dire come ci sentiamo e indossiamo maschere. Ci sono moltissime teorie nel campo delle risorse umane, che offrono moltissimi spunti per spiegare meglio i nostri meccanismi interni ed esterni. Ma non è quello che desidero approfondire in questa sede.

Parlare di visione, di guardare al dà del proprio naso, è ciò che mi preme oggi. Ormai ci sono moltissime persone che si muovono verso una visione “più elevata”, che mettono in moto quel “inarrestabile moltitudine” di cui ci parla Paul Hawken. 

Tuttavia nell’atto pratico, ci dobbiamo confrontare con un bagaglio emotivo che varia a seconda di ognuno. Possiamo lasciarci travolgere e vivere in balia e possiamo mettere distanza reprimendoci. Oppure possiamo imparare a conoscerci attraverso ciò che le emozioni ci rivelano di noi e degli altri.

Sono tempi davvero complessi, ci sono forze che si contraddicono. Parlare di visione sembra un argomento etereo, senza grandi sbocchi pratici nella vita di moltissime persone, che volenti o nolenti, non hanno scelta.

Persone che vivono per sopravvivere, per lavorare o per continuare a mantenere uno status sociale.

E poi ci sono gli alternativi, quelli che cambiano e danno voce a strade nuove..

Io non riesco a schierarmi, non riesco a dare voce ad una decisione. Una parte di me ascolta e guarda il mondo e vorrebbe essere drastica e dare un taglio con tutto ciò che non condivido. Ma un’altra parte si sente talmente coinvolta dai meccanismi (anche io pago un mutuo, guido l’automobile, faccio ancora troppo spesso la spesa al supermercato, per citare solo alcuni esempi) che mi fanno credere di non essere all’altezza di un cambiamento autentico.

All’interno di questo dibattito, mi faccio domande. Non riesco a distinguere fra ragione e torto, quando mi confronto con gli altri ognuno ha motivazioni più che valide per la vita che sceglie di fare.

Ma ogni tanto tutto si ferma per cantare “Io mi affido e guardo lontano” e il pubblico canta con me.. in quei momenti mi accorgo che davvero non ha importanza quale sia il punto di partenza. Pensare di cambiare senza accettarci per come siamo ci complica solo la vita.. Invece riconoscersi e cominciare a cambiare le nostre scelte.. questo sì che riesce a farmi sentire meglio.

“Lasciate che grano e zizzania crescano insieme” racconta la parabola nel vangelo di Matteo. Per me la visione e il guardare oltre significano fare i conti con chi siamo davvero. Se aspetto di essere illuminata o perfetta per fare un cambiamento rischio di non muovermi mai; così come se mi sento migliore perchè il coraggio io l’ho avuto e gli altri no, creo solo un altro fronte. Se invece imparo a scegliere, a rialzarmi e ritrovare il  mio cammino ogni volta che cado o mi perdo, rimanendo empatica con ciò che mi circonda, mi sarò allenata a nutrire la fedeltà verso la mia visione passo dopo passo. Una visione che è stabile, ma non statica, una visione dinamica, poliedrica, che rispetta e accoglie le differenze. Rimanendo umile anche di fronte alle mie imprese straordinarie,  quando un mio passo può fare quella differenza.  Che compito impegnativo, soprattutto quello di rimanere umile…

e allora seguo cantando:

“Il sogno, il sogno che si avvera è un mantra che cresce ogni ora, decidi ora! senza esitare, decidi ora! E’ tempo di cambiare cambiare cambiare cambiare”

E tu? vuoi unirti al coro?

Mantra del sogno che si avvera – musica e testo Anna Iorio in arte Sorgente

Guarda il trailer de Il Risveglio della Voce

Guarda la mia storia ” Musica e Cambiamento: Io faccio così #179″

www.sorgenteinarte.com

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

Cantautrice, Facilitatrice dello strumento voce, Artista del Cambiamento Ha pubblicato 2 album "Il Movimento dell'Anima" e "Queens of Roses" ed attualmente sta preparando il 3° con Tony Bowers ex bassista dei Simply Red. Da sempre musica, sociale e ricerca personale si intrecciano creando un'artista poliedirica con una voce che tocca il cuore, una facilitatrice attenta ai bisogni reali delle persone e una persona sempre pronta a mettersi in gioco pur di vivere coerentemente e in autenticità.

http://www.sorgenteinarte.com

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