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Camminare, dentro e fuori l’anima

 

via francigena 3Sono ritornata. Ho percorso in dieci giorni il cammino della Magna Via Francigena, in Sicilia, 180 chilometri di sangue sudore e lacrime. Il sangue non c’è stato, il sudore tanto e anche le lacrime.

Mi ero ripromessa di scrivere un  diario in tempo reale su questo blog. Il primo motivo per cui non l’ho fatto è  che il tablet è rimasto a casa. il  peso era eccessivo aggiunto a ciò che mi portavo .

L’altro motivo è che sono stata talmente attenta a annusare i luoghi e le persone che incontravo, che ho preferito  scrivere  con la  mia matita  mille appunti sul  quaderno rosa.

La Sicilia era terra  per me quasi sconosciuta. In questo cammino ne ho visto una piccola parte. Una piccola ed enormemente importante: il cuore. Ho attraversato lentamente le montagne sicane, paesi sconosciuti alla maggior parte degli stessi siciliani, la sicilia da costa a costa.

Ed è successo, mi sono innamorata,   troppe culture, troppo buon cibo, troppa empatia, troppi sorrisi, troppi fichi d’India per non amarla, la Sicilia. Impossibile scordare le montagne piene di vento di finocchio selvatico di forza. Di sole. Di quel sole che abbiamo dentro l’anima.

via farncigena 2

Questo quello che si legge sul sito della Magna Via Francigena.

“La Magna Via Francigena inizia di fronte alla Cattedrale di Palermo e seguendo Corso Calatafimi raggiunge Monreale e la sua Cattedrale, camminando fianco a fianco con l’Itinerarium Rosaliae. Da qui, attraversata la valle si supera la Conca d’Oro e si giunge alle colline di Santa Cristina Gela ed al lago di Piana degli Albanesi. La via prosegue per le distese di grano verso il Santuario di Tagliavia e verso Corleone, raggiunta la quale si inoltra verso Prizzi.

Si entra nel borgo dei Sicani dopo aver girato attorno al lago artificiale e da qui si prosegue verso la Riserva Naturale di Monte Carcaci per giungere a Castronovo di Sicilia, centro geografico della Magna Via. Il percorso da qui segue il corso del fiume Platani, passando da Cammarata e San Giovanni Gemini, fino a tagliare la ferrovia, la Statale ed inerpicarsi verso la rocca di Sutera. Sotto la mole di San Paolino la via prosegue toccando i borghi rurali di Campofranco, Milena e Racalmuto e raggiunge il centro di Grotte, piccolo centro abitato dell’agrigentino.

Le ultime tappe ci portano a superare il Platani e raggiungere il borgo minerario di Comitini e di Aragona per finire con il centro di Joppolo Giancaxio. L’ultimo tratto di campagna raggiunge la rocca imponente di Agrigento, la sua Rupe Atenea e si affaccia sul mar Mediterraneo e sulla Valle dei Templi.”

Questo è il cammino che ho fatto.

E questo è scritto sull’Associazione ed è quello che ho incontrato:

“””””l’economia della bellezza non stia nei convegni promozionali ma solo nei sorrisi che spendiamo guardando la nostra terra muoversi sotto le nostre scarpe, pulsare e regalarci tutto quello che di magico ci avvolge quando ne riscopriamo un tratto, da soli, insieme. Crediamo che la parola “cammino” si debba usare con rispetto e non abusare perché attira. Crediamo nelle reti e nelle amicizie come “Rete dei Cammini” o “Cammini del Sud“, che ci spingono ad andare avanti, ma diffidiamo sempre di chi ama “copiare”senza condividere.

Dal 2012 abbiamo cominciato a camminare lungo le tracce che avevamo studiato e così sono nati i nostri progetti: la Magna Via Francigenala Via Francigena Messina Montagne, la Via Francigena Fabaria e la Via Francigena Mazarense.

I nostri soci ordinari sono persone aperte al mondo, all’altro, alla cultura millenaria che sono chiamati a proteggere, sono “Custodi della Via” e cittadini attivi. Per diventarlo basta solo aver voglia di camminare e pensare e passare meno tempo a criticare.””””

Un anno che questa Via è aperta. Sono almeno mille le persone che hanno avuto la credenziale, camminanti che hanno percorso dai 100 chilometri in poi, un successo notevole.

via francigena

Ho sentito tanto desiderio di cambiamento, in tutte le persone che ho visto, da quelle che mi hanno ospitato nella loro casa, da quelle che mi hanno dato il cibo, a quelli che mi salutavano capendo che ero una camminatrice.

Lo ascolti, lo vedi, lo annusi, lo parli, il desiderio del cambiamento è fisico, lo percepisci quando chiunque  ti incontra ti offre qualcosa, dalle mandorle ai pomodori appena raccolti, al passaggio in auto, a condivisioni di cultura e di sapere.

I siciliani  che ho incontrato credono  in questa avventura  iniziata 4/5 anni fa, vedono una  possibilità di fare e  di dimostrare che Sicilia non è solo terra di mafia, di corruzzione e di immobilismo ma anche terra di persone oneste, vere e attive.

Regina Felice ama la vita, ama cercarne la parte erotica, creativa, fisica, gioiosa e pulsante. Calda e intensa.

Sicilia è casa.

via francigena 1

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

Sono naturopata, counselor, insegnante yoga. Vivo a Roma e mi occupo di benessere sessuale e di autonomia. Il mio lavoro è quello di aiutare donne che desiderano risolvere problematiche legate alla sessualità. Le tecniche che uso sono legate al respiro,al rilassamento, alla visualizzazione. Gli incontri sono sia individuali che laboratori di gruppo.

http://www.alidamazzaro.it

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