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Ec parziale – senza pannolino dal primo mese di vita, Il racconto di Lucia

Lucia è la mamma del piccolo Fabio, di 4 mesi e mezzo,  praticano EC (Elimination Communication) parziale da quando il piccolo aveva poco più di un mese. Mi ha raccontato la loro avventura, nella speranza che possa essere un incoraggiamento ad altri neo genitori e io, ne sono convinta!

Mentre ero in gravidanza documentandomi sui pannolini lavabili, io e il mio compagno, abbiamo sentito nominare l’ Elimination Communication, non ci siamo neppure informati su come funzionasse esattamente, sapevamo unicamente che potevi rispettare al massimo il tuo piccolo accompagnandolo fin dai primi mesi in bagno per fare i suoi bisogni. Poi il tutto è scemato ed abbiamo continuato la nostra ricerca dei pannolini lavabili, fermo restando che il mio compagno ha continuato a ribadire che all’arrivo del piccolo avrebbe voluto provare con l’EC, io ero più certa del fatto che avrei tentato un ora al giorno libero dai pannolini.”

Lucia e FabioAll’arrivo del piccolo, Lucia e il suo compagno, sono stati inondati dai problemi che molti neogenitori affrontano:
le difficoltà al l’attaccamento al seno, la stanchezza della madre, le notti continuamente interrotte dal risvegli del piccolo.
Hanno introdotto gradualmente i pannolini lavabili, dal primo giorno che sono rientrati dall’ospedale , ci racconta Lucia e hanno messo il primo, e di tanto in tanto ne utilizzavano uno, in attesa che il moncone ombelicale di staccasse hanno iniziato ad essere più abili  di giorno, ed a moncone caduto e guarito, hanno iniziato ad utilizzarli anche la notte e nel giro di due settimane sono entrati a pieno regime con i lavabili, ma i cambi erano frequenti anche perchè Fabio, ogni due ore puntuale come un orologio Svizzero, si attaccava al seno e prima richiedeva di esser cambiato.
C’era poco tempo per lasciarlo un ora senza pannolino, ma appena compiuto un mese di vita, iniziavamo a conoscerci sempre meglio e mi permetteva un po’ di coccole sul fasciatoio libero dai pannolini, così potevo fargli un bel massaggino sulla pancia e lo lasciavo scaricare supino tenendogli le gambine al petto.
Dopo un paio di giorni Lucia e il piccolo Fabio, avevano preso eccellentemente il ritmo e via via si sono spostati sul lavandino in braccio.
Non sono mai stata un ottima osservatrice” mi racconta Lucia , ” e difficilmente ho capito come volesse comunicarmi questa sua esigenza, ma il ritmo era chiaro. Entrambe preferivamo che lui fosse bello pulito al momento del pasto e con piantini, calcetti e versetti come se si volesse schiarire la gola mi avvisava quando era pronto per andare in bagno. I messaggi erano facilmente fraintendibili, ma una volta sul fasciatoio se gli scappava qualcosa rimaneva fermo a ranocchietta per facilitarmi a togliergli la tutina, e dopo essersi scaricato se lo riponevo pulito sul fasciatoio e lui aveva ancora bisogno, si dimenava per non farsi mettere il pannolino e tornato sul lavandino, finiva di scaricare. Insomma, questa esperienza ê stata una sua richiesta!
Col passare dei giorni i segni cambiavano e si facevano sempre più chiari con versetti e gambine scalcianti.”

Lucia si è accorta che quando Fabio evacua è assorto, e se fa fatica a farla stende le gambe come per alzarsi in piedi. Dopo aver avviato questa stupenda comunicazione Lucia inizia a leggere il libro “Senza pannolino” e oltre a confermare la sua pratica e darle la forza, ha ribalenato nella sua testa il linguaggio dei segni, così ha iniziato ad utilizzarlo.

Quando usciamo di casa, Fabio è molto bravo e si tiene pulito, ci avvisa in maniera molto più esplicita quando deve farla già da quando aveva poco più di 2 mesi e la trattiene il maggior tempo possibile. In casa invece sa bene che si può sentir libero e se non sono con lui al momento in cui gli scappa la fà, Non ci siamo dati regole ferree, l’importante è che lui sia sereno. E la soddisfazione di scaricare in wc è talmente tanta che non se la fa scappare.”
Ora ha 4 mesi e mezzo e quasi tutte le cacche le fa in wc, non scarica mai sul pannolino se siamo fuori casa e quando Lucia è più libera di seguirlo ci sono anche molti pannolini asciutti dalla pipî.
Appena si sveglia al mattino lo accompagnano in bagno e così anche dopo i riposini più lunghi. Le altre volte, assecondano le sue richieste.
Probabilmente con l’inserimento all’asilo ed il mio rientro al lavoro ce ne scapperanno tante, ma io e il mio compagno di questa pratica amiamo tantissimo la soddisfazione che ci trasmette Fabio sia nel sentirsi pulito, sia nella comunicazione che abbiamo quando siamo in bagno, sia se usciamo o se riposa non è mai a Lucia e Fabiocontatto con le proprie feci e questo rincuora moltissimo!
Lucia ammette di avere avuto delle difficoltà nel raccontarmi questa esperienza, perchè si parla di emozioni forti, belle, importanti, date da un dialogo molto profondo che si instaura con la fiducia reciproca tra genitori e figli.  “E’ molto più di una semplice pratica!” esclama, Lucia.
Anche noi, con la piccola Hera abbiamo fatto EC dalla nascita, in modalità mista, all’inizio parziale, poi ai 9 mesi di vita integrale ma successivamente abbiamo dovuto fare marcia indietro, rimettendo i pannolini lavabili, perchè abbiamo cambiato casa più volte e questo non aiuta per niente questa pratica. Inizialmente mi è dispiaciuto molto, ma poi me ne sono fatta una ragione, ora abbiamo ripreso e sembra che piano piano ci stiamo ri-sintonizzando ;)
Luana Ciambellini

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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