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EC (Elimination Communication) – Neonati “Senza pannolino”? Si può!

Hera nel vasino - 3 mesi

Hera nel vasino – 3 mesi

Dopo aver letto il libro “Senza Pannolino” di Laurie Boucke, La vita senza pannolini di Sandrine Monrocher-Zaffarano, incontrato Daniela, un’altra mamma genovese che pratica EC (Elimination Communication) e iscritta al gruppo yahoo “Senza pannolini” mi sono decisa, lo avremmo fatto anche noi con la piccola/o in arrivo e così è stato!

Il 10 settembre 2014 nasce Hera, dopo un velocissimo e intensissimo parto naturale in casa e dopo il Lotus Birth, al 5° giorno, abbiamo iniziato il periodo di osservazione, lasciandola libera senza pannolino ma con sotto un contenitore durante la poppata oppure con una piccola ceratina sotto le ghettine durante il giorno.
Abbiamo così potuto capire, più o meno, i suoi tempi e i suoi segnali.  Una cosa è certa, facendo EC, si è creata un’empatia meravigliosa; vale quindi la pena provare!

L’EC non dovrebbe essere vista come un training o come un insegnamento precoce dell’uso del vasino, ma semplicemente come un modo di comunicare, ma soprattutto ascoltare il proprio bambino.

Appena Hera ci segnala, con movimenti o versetti, la portiamo nel lavandino o nel vasino e le facciamo un segnale sonoro: “PPssssss” e la fa! (vedi video)

Tenere i bambini senza pannolino fin dai primi mesi significa semplicemente non costringerli a imbrattarsi e rimanere immersi nei propri escrementi, ma aiutarli a espletare le proprie funzioni corporee in modo corretto (cioè rispondere a un loro bisogno come si fa con la fame, con il sonno, con il freddo, ecc.). Significa instaurare una profonda comunicazione con i bambini, con i loro bisogni e la loro via di manifestazione, e permettere loro di acquisire consapevolezza delle proprie naturali funzioni corporee.

Molti pensano che fare EC sia poco igienico… ma…è igiene lasciare che un bambino stia 24 ore al giorno per 2-3 anni impacchettato nei suoi escrementi? E’ una cosa salubre lasciare quella parte del corpo corazzata da ovatta, polimeri, plastica, sempre, qualsiasi sia la stagione?
Il pannolino NON è necessario al bambino, è comodo per noi che ci troviamo a non dover impiegare tempo e forze per comprendere le necessità fisiche del bambino, ed è pratico per noi che ci troviamo le feci già belle impacchettate e pronte per essere gettate.

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Hera insieme alla sua mamma fa la pipì nel lavandino – 4 mesi

Togliere il pannolino, anche nei primi mesi, non è mai una forzatura. La forzatura avviene quando, mettendo il pannolino in modo continuativo, implicitamente diciamo al bambino che quello è il luogo giusto dove scaricarsi e poi a un certo punto, verso i due o peggio tre anni glielo togliamo e gli diciamo apertamente che quello NON è più il luogo giusto, che tutto quello che è successo prima è sbagliato, e che adesso ci si deve scaricare nel vasino.
In casi come questo, molti bambini reagiscono male e possono diventare stitici: è normale, per loro questa incongruenza è un trauma. Anche perché, portando il pannolino in modo continuativo (e non sentendo mai il bagnato, in caso di pannolini mono-uso), il bambino non ha mai avuto modo di allenare la sua naturale predisposizione ad apprendere il controllo degli sfinteri e acquisire la consapevolezza delle proprie funzioni escretive; è spinto ad apprenderle in fretta e tutto d’un tratto (è un contraccolpo che neanche un adulto sarebbe in grado di ammortizzare e porta necessariamente scompensi e difficoltà).

Alcuni lati positivi dell’ EC:

- aiuta il bambino a prendere coscienza anche delle parti intime del suo corpo da subito e a capire cosa avviene in quella zona

- assenza di arrossamenti del culetto e di funghi (candida) perchè i genitali del bambino respirano sempre, anziché rimanere “impacchettati” per anni.

- si risparmiano parecchi soldi

- il bambino impara a gattonare e a camminare senza essere infagottato dal pannolino

- si crea un ulteriore canale di comunicazione con il bambino

I primi sei mesi sono il periodo d’oro dell’EC, i bambini hanno una “finestra di apprendimento” aperta ed associano molto velocemente una posizione alla necessità di fare pipì o cacca. E’ sufficiente quindi cominciare a tenergli aperte le gambette (appoggiando la testa sul braccio nei primi mesi) sopra un lavandino, un vasino o un contenitore di qualsiasi tipo, meglio ancora se riusciamo ad associare un suono da usare per facilitare il rilassamento e quindi l’evacuazione (il classico Psss). (vedi foto)

I bambini segnalano in vari modi le loro esigenze primarie e ogni madre impara ben presto con l’esperienza a distinguere i vari tipi di pianto, il modo in cui il bambino si rigira nel letto quando ha fame, lo sguardo soddisfatto quando è pieno, i comportamenti anomali quando non sta bene e tutti gli altri modi in cui il bimbo comunica senza utilizzare le parole.

L’esigenza di fare pipì e cacca non è diversa dalle altre, i segnali classici sono: muovere le gambette, piangere sommessamente, essere agitati, fare degli urletti…ma ogni bimbo utilizza un suo linguaggio e sarà una delle soddisfazioni maggiori imparare a interpretarli.

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Hera con il suo papà fa i suoi bisogni nel lavandino dopo averlo segnalato – 4 mesi

Quando Hera ha compiuto 9 mesi, abbiamo deciso di iniziare EC anche notturno. Che bellezza, è tutto un altro dormire, soprattutto ora, con questo caldo!

Dalla nascita ai 9 mesi di vita, abbiamo fatto un EC parziale diurno, quindi l’abbiamo lasciata libera solo a casa di giorno mentre fuori casa le mettevamo i pannolini lavabili.

Non abbiamo mai usato un pannolino usa e getta, li troviamo estremamente inquinanti ( il 30% dei rifiuti è composto proprio da loro).  In fondo in molti paesi del mondo i pannolini non si utilizzano e, anche se è difficile cambiare un’abitudine che continua da generazioni, io credo che valga la pena almeno essere informati su questa possibilità, che ci mette in discussione, ci stimola a cambiare punto di vista e aiuta anche il nostro povero pianeta. Dal Blog di i tik di mammapancia

Mai usato una salvietta usa e getta, i primi mesi abbiamo usato delle salviette autoprodotte, (QUI la ricetta) ma ora per lavarci usiamo l’acqua corrente dove è possibile oppure utilizziamo dei ritagli di un vecchio lenzuolo bagnato con una spruzzatina di olio di mandorle e tintura madre di calendula e poco strizzato che teniamo un sacchettino richiudibile sempre con noi e via… sederino perfetto, senza irritazioni!

L’EC  porta motissimi vantaggi e soddisfazioni e secondo noi, è impegnativo quanto stare dietro al cambio pannolino classico, quindi niente paura; bisogna solo cercare di facilitarsi il più possibile il lavoro tenendo a portata di mano dei contenitori in tutte le stanze, e vestendo il bambino in modo da rendere il cambio il più veloce possibile se dovesse bagnarsi.
Sono quindi da abolire i body e le tutine preferendo vestiti spezzati e canottiere con mutandine.
E’ importante anche inserire delle cerate sottili nel letto o sotto il bambino se lo appoggiamo su un tappeto o su un divano.

Noi ci troviamo bene con la ceratina a righine ikea con sopra un asciugamano da mani sopra, per la notte e se succede qualche “incidente” basta mettere in lavatrice insieme al resto. Durante il giorno per i primi mesi abbiamo usato dei ritagli di una grande cerata sottile presa al mercato con sopra un asciugamano piccolo di quelli bianchi del’Ikea.

Ora che Hera ha 11 mesi segnala molto meno, perchè più impegnata a giocare, esplorare, muoversi, ma ce lo avevano anticipato, quindi andiamo avanti sereni, sapendo che si tratta, appunto, di una fase. Gira per casa in pantaloncini o con solo le mutande, in base anche al clima e se scappa qualche pipì, pace, si asciuga in fretta e si ha un cambio a portata di mano.

Abbiamo però notato che quando è portata in fascia o in un marsupio, segnala molto di più,  alcuni studi infatti dicono che l’istinto è quello di non farla addosso alla mamma/papà; ce lo segnala semplicemente arcando la schiena e lamentandosi; cerchiamo un bagno oppure una aiuola o prato.. quello che c’è.. e via!

Anche in viaggo l’EC è fattibile, noi abbiamo viaggiato con la piccola Hera in treno da quando ha 45 giorni ed è fattibile. La si può lasciare senza con sotto la ceratina e portarla in bagno quando scappa.

Consigli per chi vuole iniziare?

- provate a portare il neonato, subito dopo il riposino diurno o notturno, nel lavandino  o nel WC, usando voi come riduttori sedendovi bene indietro e il neonato davanti a voi…fateli PSSSSsssss cedeteci e…. sicuramente la farà! ;)

- fare EC non deve essere stressante ma deve essere un piacere

– portate il bambino a fare pipì non solo quando capiamo il segnale ma anche quando abbiamo la sensazione che la debba fare, anche se razionalmente non sappiamo dire il perché, fidiamoci di queste sensazioni e vediamo se è vero, scopriremo che spesso il nostro intuito comunica ancora meglio col nostro bambino

– Non pensiamo che sia una gara a chi è più bravo, perché ci saranno vestiti da cambiare, pipì da asciugare, momenti di “sciopero”, in cui il bambino sembrerà tornare indietro, non voler più collaborare. Se si sceglie questa strada, dobbiamo sapere che lo scopo non è togliere il pannolino il prima possibile, ma l’instaurarsi di una comunicazione intensa col proprio bambino, che tiene conto anche di questa parte della sua esistenza

“Quante volte avete sentito dire che i bambini non controllano gli sfinteri fino a 18 mesi? Ho scoperto con stupore, leggendo “la vita senza pannolino” di Sandrine Monrocher-Zaffarano, che  quest’informazione, troppo spesso data per esatta, nasce in realtà  come assunto teorico per una ricerca di cui parlava un articolo pubblicato nel 1962 su Pedriatics” (rivista dell’Accademia Americana di Pediatria) da T. Berry Brazelton. La suddetta rivista era sponsorizzata dalla Procter & Gamble (che nel 1961 mise in commercio i Pampers) e T.Berry Brazelton era “uno dei numerosi medici specialisti dell’Istituto Pampers”.” dal Blog di i tik di mammapancia

Bisognerebbe prendere almeno atto del fatto che la normalità per un neonato è stare senza pannolino; capito questo, potremmo correttamente dedicare il nostro tempo al “senza pannolino”, in base alle nostre possibilità di tempo, di voglia e di pazienza.

Che dire, mamme e papà in ascolto? Perchè non provare? :)

Risorse utili

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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