Le FOTO del nostro secondo parto in casa

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Veronica, una delle due ostetriche presenti al parto, pratica digitopressione alla donna in travaglio

Quando abbiamo deciso che anche il secondo parto si sarebbe realizzato in casa, abbiamo pensato che ci avrebbe fatto molto piacere, immortale questo momento irripetibile e unico.

Non avendo budget, però, abbiamo optato per la forma di scambio più vecchia del mondo, il baratto, che a noi piace tanto e lo usiamo spesso per tante occasioni diverse.

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Il supporto della famiglia alla madre

Così, ho subito creato un annuncio, dove chiedevo appunto, se a qualche fotografo, potesse interessare fare una prima esperienza di lavoro per un parto in casa, ancora raro in Italia. Ecco che mi risponde Elisabetta Massera, che scopro subito dopo, di conoscerla  già; ci eravamo incontrate in casa di amici genovesi in comune. In quella occasione, Elisabetta mi racconta del suo progetto di foto fatte a donne incinte LINK e la volontà di svilupparlo e allargarlo, al momento della nascita

Elisabetta mi spiega che non è facile riuscire ad immortalare questo evento per diversi motivi, tra gli ospedali che ostacolano e  alcune donne ci ripensano all’ultimo momento, non era ancora riuscita a fare la prima esperienza, per poi proporlo come servizio fotografico.

Ci siamo così conosciute meglio, abbiamo fatto alcuni scatti con la pancia e abbiamo parlato e pensato molto a quello che sarebbe stato il grande evento. E’ importante creare un legame con le persone che assisteranno al parto; durante il travaglio, la donna, deve essere a proprio agio, con persone di fiducia per far si che tutto proceda bene.

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La primogenita Hera sostiene la madre durante il travaglio

Più volte le ho detto di mettere in conto una mia scelta dell’ultimo momento di non volerla lì e lei ha subito compreso, ovviamente, ma dentro di me, sapevo che sarebbe andata come avevo immaginato.

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Ostetrica Valentina sostiene la madre, donandole forza attraverso la sua presenza e le sue parole

Elisabetta scrive su questa magica esperienza condivisa con noi: “Questo è un progetto speciale e particolare perché racconta l’esperienza del parto in casa. Ho vissuto un momento magico. Ringrazio questa amica per avermi fatto assistere come fotografa. Ha scelto di affrontare il travaglio e la nascita nella sua casa, accanto alla sua famiglia e alla professionalità di due ostetriche. Nell’attesa e nell’ascolto. Nel silenzio e nella penombra. Nel respiro. La forza di questa donna e delle ostetriche che l’hanno sostenuta ed aiutata rappresenta la forza di tutte noi donne.” 

Durante la sera del 1 Novembre 2017, dopo cena, inizia la nostra danza e dopo l’arrivo di Valentina e Veronica, le nostre ostetriche, decidiamo di chiamare Elisabetta e farla venire a casa. Dopo poco tempo Elisabetta è li con noi, mi trova in vasca e con dolcezza e  calma riesce ad ambientarsi e adattarsi e io con lei. E’ stato bellissimo averla li, ha saputo esserci e non esserci allo stesso tempo,  molto discreta e attenta.

Un’ora prima della nascita, si sveglia e si unisce a noi la piccola grande Hera, la nostra primogenita che con il suo immancabile sorriso e la sua dolcezza mi sostiene da subito, dicendomi più volte, accarezzandomi il viso e tenendomi la mano: “Mamma sei molto capace. Ce la stai facendo“. Non riesco ad esprimere quanta energia e positività mi ha trasmesso la sua presenza. Sono contenta di averle donato questa incredibile esperienza, perchè le servirà per affrontare con naturalezza e forza, il suo parto, se deciderà di diventare madre, un giorno.

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Il piccolo Oscar nasce dormendo, accolto subito dall’abbraccio della madre
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Oscar è nato, ora aspettiamo che nasca anche la sua sorella placenta

Arriva veloce la notte, piena di luna, tonda e luminosa e con lei, il 2 Novembre, la data di nascita di Oscar…ma del travaglio e di questo bellissimo parto, scriverò a breve ( è in bozza)  un racconto … stay tuned!

In questo post avete visto alcuni degli scatti fatti quella notte; in questo LINK , invece, potete vederli tutti e se vi sono piaciuti, e avete deciso di far immortalare il vostro parto in casa e non, ecco i contatti di Elisabetta:

e-mail: elisabettamassera@gmail.com

www.behance.net/ElisabettaMassera

 

A presto, con il racconto del parto in casa bis…

Mamma Luana

 

Nutrire la flora batterica per prenderci cura della salute dei nostri bambini

“E oggi cos’hai mangiato?”

Domanda di rito, mio figlio ha il menù vegano alla scuola materna e a noi genitori non è ancora arrivato l’elenco delle proposte, mi faccio un’idea guardando il menù onnivoro. Dunque, oggi: pasta al ragù, spezzatino con i piselli e purè.

Mentre sorbe dal brick di alluminio la “frutta fresca” millantata, che troppo spesso viene sostituita da questi orribili frullati di frutta pastorizzata che bisogna strizzare da un accattivante packaging o da succhi di frutta con zucchero (di canna e da agricoltura biologica, of course!) aggiunto…, mi risponde: “Mmmh… – che carino che ci pensa sempre un po’ su, quando la risposta, ahimè, raramente si discosta dal solito – pasta bianca, patate e panino” (Sì, gli ho detto di non mangiare il panetto di tofu crudo ancora sgocciolante che gli propongono come formaggio vegetale…A volte provo una grande tenerezza nei confronti dello sforzo di “normalizzazione” al quale si impegnano le maestre!).

Grrr… I miei soliti 5 minuti delle 2 del pomeriggio mi montano dentro! Penso a come rimediare alla dieta assurda che impongono a mio figlio. Mio figlio, che avendo un’alimentazione veg ha, per antonomasia, accesso ad una dieta varia, colorata, vivace.

Come preservare il suo microbiota, proteggerlo dalle malattie di stagione e donargli un’eredità di salute quando sarà adulto.

“Mamma, oggi abbiamo giocato alle mummie! Ma io non avevo paura perché le mummie non esistono!!”intestines-1468807_960_720

“Le mummie che rincorrono i bambini non esistono, certo! Sono solo un gioco di fantasia. Però hanno una base di realtà, ti piacerebbe ascoltare la storia delle mummie egizie?”

“Sì” dice, accoccolandosi sul sedile dell’autobus, facendomi presagire una maestosa camallata a peso morto!!

“I faraoni egizi si facevano costruire mastodontiche tombe a forma di piramide dove, dopo morti, conservare tutte le loro ricchezze, compreso il loro corpo che veniva mummificato attraverso una tecnica molto accurata. Venivano conservati solo gli organi che ritenevano più importanti: il cuore sede dei sentimenti, il fegato sede del coraggio, eccetera… E pensa che il cervello invece veniva fatto uscire dal naso con una cannuccia e buttato via perché ritenuto inutile!”

“Ma mamma! – Forse a questo giro scendiamo dall’autobus svegli!! L’indignazione lo scuote dal torpore! – Nel cervello c’è l’intelligenza!!” “E i ricordi” aggiungo “E i sogni, mamma!” “Proprio così!”.

E chissà come si indignerà il bambino la cui mamma gli racconterà che: “ancora nel 2.000 si usavano gli antibiotici indiscriminatamente che distruggevano la flora batterica del corpo, annientavano il microbiota!” “Ma mamma! – mi sembra di sentirlo – Nel microbiota c’è la salute!!” “E il carattere” aggiungerà la mamma!

Proprio così, si pensa che il chilo e mezzo circa di batteri che abbiamo sul e nel corpo possano addirittura influire sul nostro carattere!

In realtà c’era già chi lo diceva: “Siamo quello che mangiamo”, ma in questo caso, sebbene l’alimentazione sia importantissima, non è la sola discriminante! Basti aprire i rubinetti nel bagno di casa dell’italiano qualunque per troBatteri_fumettovare il sapone antibatterico di turno, aprirne lo stipetto dei detergenti per la casa o per il bucato per notare che la parola d’ordine è “liberarsi dai batteri”! Ci perseguitano le pubblicità con batteri dall’aspetto feroce o che pulsano dietro il mirino del disinfettante x o y (in realtà basta passare in una corsia di un supermercato per capire che non bastano tutte le lettere dell’alfabeto!!), ma sappiamo veramente ciò di cui stiamo parlando?

Chi è della mia generazione non può non ricordare i simpatici viaggi a puntate nel corpo umano in compagnia di Emo e Globina e del saggio maestro Globus. Immaginiamo quindi nel nostro corpo una continua lotta tra i simbionti (i batteri “buoni”) e i batobionti (i batteri “cattivi”, potenziali patogeni) per mantenere l’equilibrio e quindi la salute.

Come dicevo prima, l’alimentazione ha il suo peso! All’interno dell’intestino per esempio possono verificarsi principalmente due diversi processi, quello di putrefazione, anaerobico (ovvero in assenza di ossigeno) e quello di fermentazione, che nell’intestino è aerobico (ovvero in presenza di ossigeno). In assenza di ossigeno sono favoriti i terribili batobionti, per questo ho scelto per mio figlio (e ovviamente per me) una dieta a base vegetale, per evitare lo spiacevole inconveniente dell’ingerire prodotti animali. Inoltre il ph del nostro corpo può variare con il variare del cibo che introduciamo con l’alimentazione e a quanto pare le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino. Per questo riduco al massimo consentito dalla sanità mentale (!) gli zuccheri raffinati dalla dieta di mio figlio, gli alimenti eccessivamente trasformati e latte e derivati (buona pratica anche per evitare il più possibile l’insorgenza della carie, che viene favorita da un ambiente acido).

vegetables-573958_1920Di contro preferisco frutta (non banane, non accattivanti brick se non si era già capito!!), verdura (ad eccezione delle solanacee, cioè patate, pomodori, melanzane e peperoni, che cerco – lanciandomi in una battaglia contro i mulini a vento senza esclusione di colpi ed insuccessi!! – di limitare il più possibile! Provateci, è una specie di mission impossible tutta mediterranea!!), cereali non raffinati, spesso in chicchi, legumi, semi e frutta secca, e acqua (proprio così! Spesso diventa difficile reperire anche quella!! Di solito esclusa dai tavoli delle feste per esempio, sostituita da bevande zuccherate, succhi di frutta pastorizzati, bollicine, …).

Ma non è tutto. Per rinforzare il sistema immunitario aiutando il nostro microbiota, – quel chilo e mezzo circa di colonie batteriche che si forma, dal passaggio vaginale alla nutrizione nei primi anni di vita (sì, ho scritto anni!) con latte materno (prima come alimento esclusivo, poi principale ed infine complementare “fino a che mamma e bambino abbiano piacere”), fin dai primissimi momenti della nostra vita, principalmente eredità delle nostre mamme – concorre lo stile di vita in generale, per esempio l’esposizione all’ambiente naturale! Le gite in campagna, le corse sulla spiaggia, tirare su il cracker sporco di terra e soffiarci un po’ su prima di addentarlo 16558622_1589371894411002_667395367_ngolosamente!! Tutto questo concorre alla nostra salute sicuramente più di un pavimento in linoleum completamente disinfettato!

Per questo, scesi dall’autobus, mi rassereno e tiro un sospiro di sollievo, oltre che per il fatto di essere riuscita a tenerlo sveglio, anche perché ricordo con piacere che domani si va al Bosco!! Proprio così, l’Asilo nel Bosco di Genova che ci attende il mercoledì, con la sua terra, i suoi batteri che ci entrano nei pori della pelle, nei polmoni, che ingeriamo senza accorgercene e che arricchiscono la nostra flora batterica, che ci stimolano con – è proprio il caso di dirlo – “lotte intestine” tra il bene e il male, con il thermos di passato di verdura caldo che ci ristora tra un’esplorazione e l’altra dei magici sentieri che abbiamo tracciato seguendo la naturale conformazione del bosco, guidati dagli alberi e dalle loro radici! Il nostro vaccino antinfluenzale!!

Mamma Ada

Spruzzino antizanzare – ZzzZZz – super naturale!

zzzzzE’ arrivata l’estate e con essa anche le zanzare, ma non preoccupatevi, ecco un rimedio adatto anche ai più piccoli!

Ingredienti:

1/2 litro di alcool quello rosa oppure quello etilico di colore bianco per usi alimentari puro al 99%;
100 grammi di chiodi di garofano interi;
100 ml di un buon olio tipo quello alle  mandorle, ma prossimamente vorrei provare a farlo con l’olio di cocco extravergine, chissà come viene?

Preparazione:
Lascia i chiodi di garofano a macerare in alcool 4 giorni.
Mescola ogni mattina e sera.
Dopo 4 giorni aggiungi l’olio.
Ora è pronta per l’uso.

Come si usa:
Metti il liquido ottenuto in un contenitore ben chiuso, io ho scelto un contenitore a spruzzo. Strofina delicatamente alcune gocce sulla pelle delle braccia e delle gambe oppure spruzzalo direttamente sulla pelle.

E se ormai la “frittata” è fatta e  vi hanno già punto? Strofinate dell’argento colloidale direttamente sulle punture!

EVVIVA L’AUTONOMIA – Hera a 20 mesi: arrampicate e ponti sospesi

Hera si arrampica con la corda nel bosco
Lasciamo che i bambini possano sperimentare indisturbati, fidiamoci di loro … solo così potranno davvero essere loro stessi e imparare, con i loro tempi e le modalità che desiderano!

Ad Hera è sempre piaciuto scalare, salire, scendere, arrampicarsi e ho sempre cercato di non trasmetterle ansia e paura, perché non servono a nulla, anzi, disturbano e frenano un processo di apprendimento naturale.

Sicuramente la pendenza del 50% dell’ OrtoCollettivo di Genova e dell’ Asilo nel bosco di Genova Campi, che frequenta da quando ha 6 mesi l’ha aiutata molto e ha potuto sviluppare grandi capacità motorie ed equilibrio.

ECCO IL VIDEO: Hera a 20 mesi: arrampicate e ponti sospesi